Prosecco sfuso o da imbottigliare? Per legge lo chiamiamo vino sfuso
Nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene, la tradizione del prosecco da imbottigliare è parte della nostra storia. Molti di voi ci vengono a trovare cercando il "prosecco sfuso" per rivivere quel rito antico di imbottigliare in casa il vino per le occasioni conviviali. È un’abitudine che amiamo e che rispettiamo profondamente.
Tuttavia, c’è un piccolo dettaglio tecnico che ci sta a cuore spiegare, non solo come Col del Lupo, ma come produttori che rispettano una terra unica. Sebbene nel linguaggio comune si usi l'espressione "prosecco sfuso", per la legge e per i disciplinari di tutela la terminologia corretta da utilizzare è vino sfuso.
Una regola che protegge il nome di tutti
Questa distinzione non è un capriccio di noi produttori, né una regola che vale solo per la nostra cantina: è una normativa nazionale ed europea che vincola tutti i produttori della zona DOCG e DOC.
Il nome "Prosecco", infatti, è un marchio protetto che può essere utilizzato ufficialmente solo quando il vino è già in bottiglia. Perché accade questo?
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La tutela del nome: Secondo il Disciplinare di produzione (Art. 8), il Conegliano Valdobbiadene – Prosecco può fregiarsi di questo nome solo se immesso al consumo nei contenitori previsti dalla legge, ovvero le bottiglie di vetro.
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La Fascetta di Stato: Il D.lgs 61/2010 stabilisce che ogni bottiglia di DOCG debba avere la sua "carta d'identità": la fascetta di Stato. Questo sigillo viene applicato solo al momento del confezionamento finale.
La stessa passione, due modi di chiamarla
Vogliamo rassicurarvi su un punto fondamentale: il vino sfuso che acquistate in damigiana o per i vostri piccoli imbottigliamenti domestici nasce dalle stesse uve Glera e con la stessa cura e dedizione che mettiamo in ogni nostra etichetta. È il frutto autentico della nostra terra e del nostro lavoro.
Semplicemente, finché il vino non compie l'ultimo passo verso la bottiglia certificata e sigillata con la fascetta, non può legalmente essere chiamato "Prosecco" sui documenti di vendita o sui cartelli in cantina. È una forma di rispetto verso il sistema di qualità che ha reso famose le nostre colline in tutto il mondo.
Il rito continua!
Che lo chiamiate prosecco sfuso per abitudine o vino sfuso per correttezza tecnica, ciò che conta davvero è quello che troverete nel bicchiere: un prodotto genuino, figlio della tradizione e di regole rigide che garantiscono la serietà di ogni viticoltore del territorio.
Vi aspettiamo in cantina per continuare insieme questa bellissima tradizione del vino da imbottigliare, celebrando il piacere del buon vino.
Inizieremo la vendita a fine febbraio, ma le prenotazioni sono già aperte! Per prenotare scrivi a giulia@coldellupo.it oppure chiama o invia un messaggio whatsapp al numero 379 1752177.











